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Seduction During Honeymoon

bynanni©

Francesca non aveva mai pensato che potesse accadere. Non aveva mai desiderato che accadesse. Non si sarebbe mai aspettata che accadesse.

Eppure è accaduto.

Ha tradito Giorgio, suo marito, in piena luna di miele.

Ora è a casa, seduta sul suo letto matrimoniale, appoggiata alla spalliera, i talloni infissi nel materasso, le ginocchia trattenute dalle due mani con le dita intrecciate.

Continua a cercare in sé una minima traccia di dispiacere, di rimorso, di vergogna.

Niente: anzi, più ci pensa, più ricorda com'è stato meraviglioso, più è contenta che sia avvenuto, più si sente ora frustrata che sia tutto finito, col ritorno a casa.

****************

Conosceva Giorgio da quando erano bambini, essendo entrambi fin dalla nascita vicini di casa in quella cittadina di provincia. Poi un improvviso fidanzamento, propiziato dai rispettivi genitori, e il. matrimonio, al quale era arrivata più che vergine, per espressa decisione di Giorgio e nonostante lei avesse provato più volte a farlo cedere, almeno per un po' di petting e solo per sincerarsi di quello che dicevano le amiche.

La luna di miele era stata programmata in un residence al mare, sulla costa nord-occidentale della Sardegna. Una corsa in taxi dall'aeroporto, la sistemazione dei bagagli, una passeggiata per le vie del centro della cittadina, infine una deliziosa cena a lume di candela in un piccolo ristorante.

Per la notte Francesca aveva indossato una lunga camicia da notte molto sexy, suggeritale dalla sua più cara amica che, ridendo, aveva commentato l'effetto che avrebbe avuto su Giorgio. Avevano parlato spesso delle delizie del matrimonio, che l'amica le aveva descritto con entusiasmo, essendo sposata da non più di sei mesi.

E in effetti Giorgio, uscendo dal bagno, aveva sgranato gli occhi dicendole quanto la trovava affascinante, mentre la baciava abbracciandola stretta. Francesca aveva potuto così sentire la durezza del suo membro, premessa e promessa delle vicine attese delizie. Tenendola per mano Giorgio si era avvicinato al letto, facendola sdraiare accanto a lui. Poi le aveve alzato fino al ventre la camicia da notte e, quando Francesca, istintivamente, aveva allargato le gambe, si era disteso su di lei per penetrarla. Ma,dopo qualche secondo"No,no! non posso!" e si era seduto sul bordo del letto con la testa tra le mani. Aveva perduto l'erezione.

"Scusami, Francesca, non so cosa mi sia successo"

"Non preoccuparti, Giorgio. Può succedere, dopo avere atteso tanto il momento. E poi è stata una giornata molto faticosa, è comprensibile.Lo faremo dopo,quando ti sentirai più disteso".

Qualche altra assicurazione di reciproco amore e dopo pochi minuti Giorgio dormiva profondamente.

Francesca invece non riusciva a prendere sonno: aveva aspettato con ansia quel momento, immaginando come sarebbe stato bello darsi a lui e riceverne piacere. Ripensava a quanto le aveva detto la sua amica , a quello che aveva sentito dire da altre ragazze più smaliziate o letto su qualche rivista femminile.

L'indomani Giorgio, quasi a compensarla del suo fallimento della sera precedente e del fatto che non aveva ancora riprovato, l'aveva portata alla boutique del residence e aveva voluto comperarle tante belle cose, compreso un due pezzi di dimensioni estremamente ridotte, che le chiese di indossare quella stessa mattina, in spiaggia. Francesca aveva provato a resistere: non aveva mai indossato nulla di così succinto. E poi tutti, specie gli uomini, l'avrebbero guardata e lui si sarebbe ingelosito.

"Ma no" l'aveva tranquillizzata Giorgio "io sono sicuro di te, so quanto mi ami; e mi piace che gli altri uomini mi invidino perché tu appartieni solo a me"

Dopo un'ulteriore resistenza Francesca aveva ceduto ed era scesa in spiaggia, quasi vergognandosi. E ,in effetti, gli occhi di tutti gli ospiti del residence erano stati a lungo su di lei, facendola sentire imbarazzata.

La sera, poi,per andare in discoteca Giorgio le aveva fatto indossare uno chemisier, chiedendole di sbottonare ampiamente la parte più bassa e quella più alta. "Ma così tutti mi vedranno le cosce e il seno" protestò Francesca. " A me piace proprio questo: che tutti mi invidino"

Anche questa volta tutti gli occhi erano per lei. E mentre ballava con Giorgio Francesca si rese conto, dall'ingrossarsi del suo membro, che suo marito era veramente eccitato.

In camera finalmente Giorgio fece il suo dovere. Ma fu una cosa rapida, senza alcun preambolo, come la sera prima: suo marito le si mise subito sopra e la penetrò piano finchè lei non protestò per il dolore, si fermò un attimo, tornò con forza alla carica penetrandola più profondamente superando la barriera e venne dopo poco, gridando il suo piacere. Un bacio sulla guancia e "Buona notte".

Quella notte Francesca pianse a lungo. Aveva sentito parlare del dolore iniziale ma a questo non era seguito l'atteso piacere. Si sentiva frustrata nelle sue aspettative: non poteva credere che le avessero mentito su ciò che si prova quando si fa l'amore. Pensò di essere inadeguata da parte sua, forse per mancanza di sensibilità, un basso livello di sensualità, un'insufficiente esperienza.

Il giorno successivo Giorgio fece di tutto per metterla ancora di più in mostra, creandole nuovamente imbarazzo ma, a sua volta, eccitandosi al pensiero dell'invidia degli altri.

Andando a letto quella sera Francesca si diceva che forse le cose sarebbero migliorate con la pratica e l'esperienza e si rammaricava che avessero fatto l'amore con così poca frequenza. Si eccitò quando vide le dimensioni e la forza della sua erezione e osò, questa volta, prenderlo subito in mano per carezzarlo. Ma per sfortuna il contatto durò poco perché il suo tocco eccitò ulteriormente Giorgio che la fece stendere sul dorso, le allargò le gambe, le piombò addosso e la penetrò ancora una volta con forza e rudezza, venendo dopo alcuni rapidi colpi. Se c'era qualche differenza rispetto alle altre due volte era solo l'assenza del dolore.

Giorgio finì di eiacularle dentro e si ritrasse lasciandola con un acuto senso di frustrazione. Francesca si rendeva conto che suo marito era felice dell'esperienza e le era profondamente grato e questa poteva essere per lei una soddisfazione Ma era troppo poco rispetto a quello che lei aveva sperato e tutto ciò la rendeva sempre più certa che la colpa di tutto fosse soltanto sua.

Giorgio continuava a volerla sempre più sexy quando uscivano e Francesca ne soffriva. Poi, poco a poco, aveva cominciato ad essere lusingata dagli aperti sguardi di ammirazione degli uomini e ciò era una piccola compensazione all'intensa delusione che aveva provato nel letto coniugale.

Cominciò a gioire ad essere il centro di tante attenzioni rispondendo con sorrisi luminosi a quegli sguardi. Poi se ne pentiva, dicendolo a Giorgio. E lui tornava a dirle che invece tutto ciò gli piaceva, invitandola a flirtare, perché gli altri sapevano che poi la notte lei era solo per lui. Ma solo per stargli accanto nel letto, pensava Francesca, dato che i loro momenti sessuali, sia pure insoddisfacenti, si andavano diradando.

Cominciò ad apprezzare apertamente i complimenti che le venivano rivolti, ma bloccava chi le chiedeva di trovare il modo di andare con lui per un drink. Quando ne parlò con Giorgio si aspettava che reagisse e lui invece con un largo sorriso le disse che ne era lieto perché gli faceva sentire quanto era fortunato ad averla per moglie.

Per il fine settimana giunse un nuovo gruppo di turisti, in maggioranza giovani e rumorosi, che finirono con l'avvicinarli scherzando e conversando allegramente. Tutti guardavano Francesca con ammirazione e lei cominciò ad avere strane sensazioni che la turbavano perché le davano una, mai prima provata, deliziosa consapevolezza della sua sensualità.

Uno tra gli altri, Marco, aveva un gioioso senso dell'humour e i due sposi trovarono entrambi gradevole la sua compagnia. Era estremamente attento ad ogni richiesta e pian piano Francesca si rese conto di come i suoi occhi frequentemente mostravano apprezzamento per il suo viso e il suo corpo, con maggiore audacia quando si rendeva conto che Giorgio guardava altrove.

A poco a poco la confidenza andava crescendo e presero l'abitudine di sedere allo stesso tavolo. Giorgio era un gran compagnone e offriva da bere a tutti: l'atmosfera era sempre più cordiale e la pena di Francesca era in qualche modo almeno sopita.

Marco, che faceva sempre in modo di starle seduto vicino, in una occasione avvicinò un suo piede nudo al polpaccio di Francesca che, sorpresa, tardò ad allontanare la gamba, eccitata al pensiero che un uomo le avesse così espresso la sua attrazione per lei: si rese conto subito dopo di quanto aveva trovato gradevole quell'inatteso contatto.

Quella sera, in discoteca Marco la invitò a ballare, guardando Giorgio che sorrise prontamente. La pista era affollata e le mani di Marco poggiavano sui suoi fianchi: poi Francesca lo sentì fare forza per avvicinare i loro corpi. La sua resistenza fu solo formale sia perché gli altri ballavano in quel modo sia perché trovava gradevole quel contatto. Marco la strinse ancora avvicinando una guancia alla sua, poi le passò dolcemente una mano sul collo. Francesca sentiva il torace di lui, forte e muscoloso, premere sul suo seno, poi fu l'intera lunghezza ad essere in stretto contatto, con un ginocchio di lui tra le sue gambe. Francesca istintivamente provò a respingerlo ma ne fu impedita dalla sua stretta e dalla pressione delle altre coppie: rimasero quasi fermi,ondulando lentamente seguendo la musica. Francesca cominciò a rilassarsi trovando gradevole il contatto, quando Marco le soffiò leggermente nell'orecchio per poi stringerne il lobo fra le sue labbra. Era una sensazione stuzzicante e, anche se convinta di doverlo fare, lei non lo respinse: anzi cominciò a muovere le sue dita sul collo di lui e si rilassò.

Ballarono ancora dolcemente in silenzio. All'improvviso si rese conto del gonfiore che andava crescendo contro la sua pancia; sorpresa spinse per allontanarsi ma lui abbassò le mani che le teneva sui fianchi e la strinse di nuovo: Il gonfiore era ulteriormente cresciuto e lei tornò a spingere. Ma Marco era più forte e lei era eccitata e lusingata al sentir crescere la virilità dell'uomo, anche se si rendeva conto del pericolo.

Istintivamente i suoi muscoli si tesero per spingere la sua pancia contro il bastone sempre più duro di Marco, la cui lingua continuava a vagare sul lobo del suo orecchio. Poi in un soffio lui le sussurrò

"Ora sai quanto desidero fare l'amore con te"

Non credeva alle sue orecchie; sapeva cha avrebbe dovuto tornare immediatamente al tavolo, da suo marito, ma rimase immobile. Marco prese la sua mancanza di reazione per acquiescenza e la strinse ancora di più, ondulando al suono della musica per farle sentire la sua durezza. Francesca vibrava per l'emozione ed era sorpresa dalla piacevolezza di ciò che provava. Cominciava a capire finalmente che cosa intendevano le amiche quando le avevano parlato delle gioie del sesso.

"Sei così dolce" continuava Marco carezzandola sull'attaccatura delle natiche mentre lei andava rilassandosi La consapevolezza di esser capace di eccitare un uomo le faceva desiderare che quel momento magico non finisse mai. I muscoli del suo ventre si contrassero per sentire di più la consistenza della verga che rispose pulsando. Marco continuava a carezzarla e lei rispose mettendogli le dita nei capelli e spingendo ancora il ventre.

Poi i suoi occhi andarono su Giorgio che continuava a scherzare con gli amici e l'incanto svanì.

."Dobbiamo tornare al tavolo, Marco" "No, ti prego, non così presto" e la strinse ancora più forte. Lei cedette per qualche istante ma subito dopo, essendo finita la musica, spinse con forza "Non possiamo, ti prego, lasciami andare, non insistere"

"Ma quando possiamo stare un poco soli? Ti sei resa conto di quanto ti desidero?"

"Ma io sono sposata, amo mio marito. No, non possiamo. Anzi siamo già andati troppo oltre il lecito"

"Vieni, dobbiamo fermarci qui" e lo prese per mano riportandolo verso il tavolo.

"Mi allontano un momento, non posso farmi vedere da Giorgio in queste condizioni"

Nel loro bungalow Giorgio scherzò sul fatto che Marco aveva preso una cotta

"Bastava vedere come ti teneva stretta mentre ballavate"

"Ma io sono tua moglie e amo solo te"

"Tu sei mia moglie e anch'io ti amo: Ma mi piace quando gli uomini flirtano con te, perché loro sanno che sei mia e che non possono far niente. Tutto questo mi da un senso di... potere. Si, di potere. E mi fa star bene"

Francesca preferì lasciar cadere la conversazione. Non voleva litigare in luna di miele anche se era irritata che lui non sentisse gelosia. Ma non riusciva prender sonno.

Ora sapeva che il suo corpo era capace di eccitare un uomo, che lei era in grado di provare piacere per un atto d'amore e si sorprese a non sentire nessun senso di colpa per il fatto che queste scoperte non fossero state provocate dal marito ma da un altro uomo, che pochi giorni prima era uno sconosciuto e che ora le aveva mostrato tutto il suo desiderio facendole sentire la sua virilità.

D'altra parte si considerava sleale nei confronti del marito, anche se questi non l'aveva mai fatta sentire come si era sentita tra le braccia dell'altro. Cercava di giustificarsi ricordando quanto l'avesse ferita il marito con le sue parole.

La serata era stata stimolante, ma i suoi dubbi e le sue incertezze crescevano via via che doveva ammettere che Marco le piaceva.

Quando finalmente cominciò a filtrare la prima luce del giorno aveva deciso: la cosa va affrontata in maniera razionale, l'esperienza, anche se gradevole, non deve essere ripetuta per non compromettere il rapporto con Giorgio.

Anche la notte di Marco era stata agitata. Raramente aveva incontrato una donna come Francesca: bella ma quasi ignara della sua bellezza e degli effetti sugli altri, semplice in tutto ciò che faceva, emanava una sensazione di deliziosa innocenza. Ciò che lo eccitava era il pensiero che lui avrebbe saputo risvegliarne tutta la sensualità della quale lei stessa sembrava inconsapevole: gli aveva detto che era in luna di miele ma era stupefacente come una sposina avesse risposto in quel modo mentre ballavano.

Era sicuro che il marito non aveva saputo far scatenare il fuoco che covava dentro quella donna e sperava di riuscire lui a trovare e premere il bottone che l'avrebbe fatta abbandonare ai suoi desideri.

La mattina dopo, sulla spiaggia, Francesca si distese al sole mentre Giorgio giocava a beach-wolley con i nuovi amici. Continuava a pensare alla sua decisione di chiudere lì il rapporto con Marco: di lì a pochi giorni sarebbero ritornati nella loro cittadina, avrebbe iniziato la sua vita da "signora" e le sarebbe rimasto solo il ricordo di quell'eccitante ballo. Ma dentro le covava il rimpianto di quello che avrebbe potuto essere se avesse conosciuto Marco anche solo il giorno prima del matrimonio.

L'improvvisa scomparsa del sole la distrasse dai suoi pensieri: si girò sul dorso e vide che l'ombra era stata provocata da Marco che le stava accanto in piedi.

"Come stai, Francesca? "

"Bene" gli rispose cercando di mantenere una certa freddezza.

"Posso sedere accanto a te?"

"Perché no? siedi pure" e gli indicò il telo che avrebbe dovuto utilizzare Giorgio.

Parlarono del libro che Francesca aveva portato con sé, di quanto fosse gradevole il residence e di altre piccole cose, mentre gli occhi di Marco vagavano chiaramente sul corpo disteso di lei Ammirava tutte le sue curve, si soffermava sui seni racchiusi nei due piccoli triangoli, sulla sottile striscia di tessuto che, come un ponticello, superava la valle deliziosa tra la due colline; poi lo sguardo scorreva verso il pancino appena convesso al cui centro stava un perfetto ombelico, poi ancora più giù, verso il monte di Venere che gonfiava il minuscolo slip: lei seguiva quello sguardo, compiaciuta ma allo stesso tempo a disagio perché sentiva che i suoi capezzoli andavano inturgidendosi. Anche lei si trovò a percorrere il corpo muscoloso di Marco che, convinto che il momento fosse quello giusto, "Voglio parlare con te di ieri sera, Francesca""No, Marco!" rispose come se si fosse improvvisamente liberata dall'incanto " Io ho già dimenticato cos'è successo, ieri sera" "Ma..." "Marco, sono sposata e amo mio marito. E' stato un momento di debolezza; forse il vino... la musica... Non si ripeterà, più. Ti prego di dimenticarlo. "Ma...non puoi chiudere così..."

"Marco, ti prego! Stai qui con me, se vuoi, ma non riprendere questo argomento"

"Come vuoi tu: ma ti stai scottando, così al sole"

"Aspetto che torni Giorgio per andare in camera"

"Chissà quando tornerà: non vedi com'è impegnato nella partita? Dai, ti spalmo un po' di olio solare. Passamelo" le disse, quasi con autorità.

Lei si girò mettendosi a sedere e gli porse le spalle. Inginocchiato accanto a lei Marco iniziò il massaggio, con delicatezza, partendo dalla nuca e scendendo lentamente lungo le spalle. Francesca inizialmente si irrigidì, poi, sotto quel tocco leggero quasi a sfiorarle la pelle, si lasciò andare alla piacevole sensazione. Un brivido sottile le percorreva la schiena per tutta la sua lunghezza. Marco, dolcemente, la fece distendere sul ventre e continuò il suo percorso, spostando lateralmente prima l'una poi l'altra bretella del piccolo reggiseno. Superò l'ostacolo e continuò a scendere verso i fianchi e la vita di Francesca, sempre con un delicato moto rotatorio fino a raggiungere l'elastico dell'altrettanto minuscolo slip. Lei ebbe un lieve soprassalto e Marco riprese subito a salire, massaggiandola dolcemente. Francesca si sorprese a provare uno strano senso di delusione ma continuò ad assaporare nuovamente il piacere di sentire quelle mani delicate percorrerle la schiena e, occasionalmente, i lati del dorso. Poi un dito sfiorò l'attaccatura del seno, solo per un istante, prima che lei potesse reagire negativamente. Marco passò allora ad una delle caviglie, risalendo lungo il polpaccio, vino all'incavo del ginocchio. Passò all'altra caviglia e risalì fino all'incavo, poi appena più su, poi lungo la coscia.

Francesca sentiva un piacevole languore impadronirsi di lei e, ad occhi chiusi, si lasciò andare.

Marco continuò il suo massaggio sulle due cosce contemporaneamente fino a spostare leggermente, con i pollici, i due bordi dello slip. Nessuna reazione negativa. La fece allora rigirare sul dorso e riprese il suo lavoro dai malleoli risalendo fino alle cosce, ora pericolosamente vicino alla loro attaccatura.

Francesca cominciava ad ansimare ma non riapriva gli occhi. Poi, d'istinto, divaricò leggermente le gambe.

In quel momento Marco si accorse che la partita era terminata e, rendendosi conto che Giorgio sarebbe arrivato di lì a poco, smise di colpo il suo massaggio. Francesca riaprì gli occhi, sorpresa e delusa, poi, resasi conto della situazione, si rimise a sedere.

Giorgio si avvicinò di corsa. "Vado a fare la doccia" e proseguì.

"Sei bellissima, Francesca" riprese Marco "ricorda quello che ti ho detto ieri: voglio assolutamente fare l'amore con te" e le prese una mano tra le sue. Francesca lo lasciò fare, anzi intrecciò le dita con quelle di lui.

Ora era più confusa che mai: avrebbe voluto scappare in camera a raggiungere Giorgio ma si rendeva conto che la richiesta di Marco la turbava e l'attraeva, specie dopo la delusione provata col marito. Voleva dire a Marco di lasciarla sola ma qualcosa le impediva di parlare. Giorgio l'aveva spinta a civettare con altri uomini, sicuro che questo non avrebbe portato a nulla di male, anzi godendo dell'invidia degli altri.

Marco si mise in ginocchio accanto a lei, guardandola fisso negli occhi. Lei ricambiò a lungo il suo sguardo,finchè Marco si chinò avvicinando la bocca alla sua. Francesca aspettò un attimo, confusa, poi si girò di colpo e il bacio la colse sulla guancia mentre una mano che lei non aveva visto staccarsi dalla sabbia si poggiava lieve ma decisa sul suo seno. Sorpresa dalla sua audacia, eccitata al sentire come un guanto caldo sul suo seno, mentre il capezzolo si ergeva e lei cominciava a sentirsi bagnata, aspettò un tempo che le sembrò lunghissimo, ma durò solo un istante, prima di dirgli " E' bene che tu vada ,ora"

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