L'aeroplano

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L'intera cabina brillava della luce bianca ed uniforme dei neon.

Il lieve mormorio dei condizionatori di terra accompagnava il flusso d'aria tiepida e pulita che cadeva lentamente dalle bocchette sul soffitto bianco crema.

Le file di sedili grigi erano immerse in un silenzio interrotto solo dal suono dei passi sulla moquette dei due assistenti di volo, Robert e Linda.

Quella notte si trovavano soli sull'aereo, parcheggiato per un cambio di equipaggio di emergenza, il pilota aveva avuto un malore subito dopo l'atterraggio.

Erano in sosta di collegamento in un piccolo aeroporto sudamericano e sarebbero partiti quella notte stessa.

Robert lavorava con la compagnia da qualche anno ormai, era un ragazzone piuttosto tarchiato, ma molto atletico.

Aveva passato gli anni del college a studiare sociologia e giocare a lacrosse ed aveva sempre un atteggiamento molto rilassato. Prima di arrivare alla compagnia, aveva lavorato con una ONG in Cambogia e sicuramente la cosa aveva giocato un ruolo nella sua assunzione.

Linda invece era arrivata da pochi mesi, sempre sulla ventina, era di poco più alta di Robert, aveva un fisico esile e asciutto, quasi gracile.

Indossava il pezzo unico dell'uniforme in modo impeccabile e portava i capelli color nocciola a caschetto.

Linda era sempre nervosa e dava un importanza esagerata a tutte le scartoffie ed i regolamenti della compagnia. Era fresca di università, una delle più costose e veniva da una famiglia molto severa e tradizionale.

"Robert, cosa stai facendo!?" Ringhiò Linda dall'altro lato della cambusa, lanciando a Robert la peggiore delle occhiate.

"Non lo vedi? Sto facendo uno spuntino!" Rispose lui.

"Guarda che non puoi mangiare il pesce del catering di prima classe! É materiale della compagnia...non il nostro cibo!"

"Linda tu hai problemi, seriamente...siamo su un volo con cinquanta passeggeri e sappiamo entrambe che metà di questa roba andrà buttata via!"

Come al solito stavano litigando.

Robert pur essendo la persona piu paziente che si potesse immaginare, dopo appena due mesi non ne poteva già più della sua collega.

Era l'ultima arrivata ed era stata assunta palesemente grazie al suo aspetto strordinariamente grazioso ma severo ed il suo curriculum a quell'università così costosa.

Il suo mandarino invece era pessimo, almeno quanto la sua educazione.

La cosa che lo faceva imbestialire era il fatto che Linda era evidentemente attratta a lui.

Probabilmente - pensava Robert - non riusciva ad accettarlo e usava ogni scusa per trovare scuse per stupidi litigi.

Aveva passato le ultime settimane su quella rotta cercando di non perdere le staffe davanti ai passeggeri e mantenersi gentile verso di lei in ogni situazione le apparenza lo richiedessero.

Robert era in piedi davanti al forno di bordo; stava scaldando un altro di quei piatti pronti in vaschette di stagnola quando Linda lo spinse via malamente.

"Ma che cazz...."

"Robert non ho intenzione di stare ad ascoltare le tue bambinate, questi pasti sono proprietà della comp..."

Robert non seppe controllarsi e le tiró una sberla sul viso pallidissimo. La spinse contro la parete della cambusa e facendo pressione con il suo peso, tenendola tra di lui ed il muro, le prese le braccia da dietro.

"Sono stufo di questo atteggiamento Linda. Ho passato le ultime settimane pensando di potermi comportare in maniera civile con te ma mi sbagliavo. Sei solo una ragazzina viziata, nessuno ti ha mai insegnato a comportarti ed ora é arrivato il momento di cambiare." Le disse in un orecchio.

Linda cominciò a urlare. "Lasciami andare pezzo d'idiota" ma Robert era davvero robusto e nonostante Linda ci stesse mettendo tutta la sua forza non riusciva a divincolarsi dalla sua presa di un solo centimetro.

La porta dell'aereo era aperta ma nella piazzola, con i rumori dei motori nessuno poteva sentirli.

Robert, tenendo i polsi di Linda con una mano cominciò ad tirare verso l'alto il bordo del vestito con l'altra. Nonostante la resistenza in pochi secondi arrivò a coprire il volto di Linda con il vestito così rivoltato. Dall'ombelico in giù Linda era ora solo in biancheria intima.

Il tessuto del vestito attutiva leggermente le proteste di linda che avevano perso ogni traccia di rabbia per lasciare posto alla paura.

Le guidò le mani verso l'alto in modo che fossero l'unica cosa a sporgere fuori dalla dalla gonna che ora copriva il viso di lei e toltosi la cintura la fece passare con un primo giro sulla bocca e con un secondo sui polsi in modo da bloccare il vestito in quella strana posizione invertita.

Robert fece un passo indietro per ammirare la scena. Linda rimase immobile con le mani tese verso l'alto, incapace di orientarsi. "Mmmhaaarmr" provó a blaterare attraverso il vestito che la cintura le premeva sulla bocca e usando la parete della cambusa come appoggio.

Solitamente Linda indossava la divisa in modo impeccabile. Ciò fece risaltare ancor di più la prima cosa su cui lo sguardo di Robert andò a posarsi.

Sotto il vestito Linda indossava un paio di slip rosa pallido orlati in pizzo bianco. Robert non riuscì a trattenere una risata. Si avvicinò a Linda, con un braccio la abbracciò da dietro tenendola contro la parete, con l'altra cominciò a massaggiarle lentamente il sedere.

Al contatto della mano di Robert con il tessuto fine e setoso delle sue mutandine, Linda si zittí immediatamente.

"E così te ne vai in giro con questa roba sotto l'uniforme, uh? Pensavo avessi passato i sedici anni. Probabilmente sei anche facile quanto una ragazzina di liceo." Le disse Robert all'orecchio sempre massaggiandole il sedere.

"Hai smesso di protestare, eh? Guarda che lo so che indossavi queste mutandine ridicole sperando che me ne accorgessi che sei solo una ragazzina."

Robert mosse la mano in avanti, tra le cosce di Linda, fino a sentire quanto fosse bagnata.

"Uhmuumgh" Linda non riuscì a trattenere un gemito.

Robert scoppio a ridere ancora più forte di prima.

"Vedi che ti piace? Ti piace da morire, vero? Questo é esattamente quello che volevi ne sono sicuro. E sai adesso cosa facciamo? Ti insegno cosa succede quando ti comporti come una ragazzina isterica..."

Robert la spostò verso il sedile ripiegabile della cambusa, si sedette e stese Linda sulle sue ginocchia.

Linda ora era quasi completamente in silenzio salvo qualche tentativo per controllare la salivazione causata dalla stoffa premuta tra le sue labbra.

Mentre provava ad appoggiare le mani sul pavimento per ridurre la pressione delle ginocchia di Robert sul suo stomaco, Linda faceva involontariamente oscillare il suo culetto nelle mutandine rosa proprio sotto lo sguardo divertito di Robert.

"Sono sicuro che dopo questa lezione arriverai a capire la tua posizione qui dentro."

Robert cominciò a colpire il culetto di Linda.

Iniziò con schiaffi leggeri sulle mutandine, ognuno sguito da una piccola carezza.

Ad ogni colpo Linda lasciava andare un piccolo gemito soffocato.

Poi Robert le scostò le mutandine tirandole forte e facendole scorrere su e giù come una cordicella tra le natiche di Linda.

Con il culetto di Linda quasi completamente esposto, Robert ricominciò a colpire, questa volta piu forte e con colpi più distanziati l'uno dall'altro.

Si cominciava a sentire un certo odore venire dalle parti intime di Linda. Le mutandine arrotolate tra le sue natiche erano ora completamente fradice. Robert gliele sfilò e le premette forte contro il tessuto del vestito dove c'era il naso di Linda.

"Lo senti? Ho sempre sospettato ti sarebbe piaciuto, sai? Ma mai cosí tanto! Data la tua reazione penso proprio che comincerò a trattarti come la ragazzina che sei più spesso. Cosa ne dici Linda?"

E cosi dicendo le prese la testa con una mano e la fece oscillare dolcemente su e giù mimando un suo segno di assenso.

Ora il culetto di Linda era completamente rosso. Robert non poteva più resistere. Tirò sù se stesso e la ragazza, e la trascinò nel piccolo bagno dell'aereo.

La spinse contro lo specchio facendola piegare quasi a novanta sul piccolo lavandino. Le tirò altre due sberle sul culo, questa volta con tutta la sua forza. Linda, espresse solo dei deboli gemiti che sembravano quasi di assenso.

Robert mise la mano tra le cosce di lei e iniziò a giocare con il suo sesso. Linda evidentemente aveva perso da tempo ogni briciola di controllo ed alternava singhiozzi a gemiti di piacere.

Robert accelerò i movimenti. Poteva sentire la giovane donna sul punto dell'orgasmo.

Si tolse i pantaloni ed i boxer gettandoli sul pavimento, poi tolse la cintura che aveva tenuto il vestito rivoltato premuto sul viso e le braccia di Linda e glielo sfilò.

Liberata dalla costrizione del vestito Robert la fissò dritta in faccia. Era tutta rossa e coperta di lacrime. Il mascara era colato un po' ovunque e i capelli erano in disordine.

Linda distolse immediatamente lo sguardo. Robert continuò a toccarla. Ormai era completamente sua.

"Dimmi quello che vuoi che ti faccia Linda. Lo so che vuoi che usi il tuo corpo."

Lei si morse le labbra ma non rispose continuando a guardare il piccolo lavabo sotto lo specchio di quel bagno minuscolo. Robert tirò un altra sberla sul culetto paonazzo di Linda e con un tono calmo le disse: "Guardami negli occhi quando ti parlo."

Linda lentamente mosse lo sguardo verso quello di Robert ed una volta che i loro sguardi si incrociarono Linda fu incapace di lascialo, era come ipnotizzata dall'intensità di Robert.

"Dimmi che vuoi essere usata. Dimmi che é ciò che desideri e che é ciò che é giusto per una ragazzina facile come te."

Linda si morse ancora il labbro abbassando lo sguardo ed inarcando la schiena come se avesse preso uno schiaffo piu forte di tutti gli altri, solo invisibile. Guardando in basso, balbettò per qulche istante per poi riprendere con voce rotta "Voglio essere usata Robert, lo desidero, é quello che mi merito per essere così...scusami."

Robert allora le tirò un'ultima sberla in faccia.

"Ripetilo" disse.

"Voglio essere usata Robert, lo desidero, é quello che mi merito per essere una ragazzina così stupida e immatura."

Allora Robert girò Linda in modo che fossero faccia a faccia. Prendendola per le spalle la mosse verso la tazza del bagno, la mise sopra di essa ed aprendole le gambe, entrò dentro di lei.

Robert si sporse in avanti e la bació mentre le teneva la testa per i capelli.

Dopo poco Linda stava già ansimando, senza più alcun controllo sul suo corpo non poté fermare l'orgasmo che scosse il suo corpo come una scarica elettrica.

Le contrazioni del suo sesso portarono anche Robert oltre il limite. Tolse il suo sesso fuori da quello di lei e le venne sul viso imbrattandolo con una ragnatela di seme bianco.

Linda era quasi incosciente. Robert rimase a guardarla con un profondo senso di pace e soddisfazione. Si chinò un pochino verso di lei e le scostò una ciocca di capelli dal viso. Rimase così per un po', guardando i piccoli seni rosa salire e scendere delicatamente mentre il respiro di Linda rallentava.

Con gli occhi quasi chiusi, in un filo di voce, Linda sussurrò "Grazie." Robert le sorrise. Poi si mise a frugare nei suoi pantaloni sul pavimento. Ne tirò fuori un cellulare con cui fece una foto alla giovane hostess accasciata nel bagno. Non si sapeva mai come la foto gli sarebbe potuta tornare utile.

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