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La nuova vicina

bynevada©

Erano già diversi giorni che degli uomini di una ditta di traslochi portavano dei mobili nell'appartamento sopra il mio.

Chissà chi ci verrà ad abitarci in quell'appartamento vuoto da più di un anno - pensavo incuriosito - sicuramente la solita famiglia chiassosa e numerosa come tutte le altre presenti nel palazzo.

Terminato l'andirivieni degli operai per alcuni giorni non udìi più nessun rumore, fino a quando finalmente un giorno incontrai nell'ascensore il mio nuovo vicino.

Era una signora di circa 40-45 anni ben portati, alta, capelli neri e con un fisico non male.

Il nostro primo incontro non fu di molte parole, anzi a malapena ci salutammo e ci scambiammo il benvenuto.

Pensai che forse non aveva tanta voglia di socializzare e quindi decisi di non assillarla più con le mie galanterie.

In fondo ero solo un ragazzo di 28 anni ed io per lei potevo essere tranquillamente suo figlio.

Passarono diversi giorni senza vederla, nonostante che io facessi di tutto per poterla incontrare.

I miei pensieri erano sempre rivolti a lei, al suo corpo, alle sue tette e al suo bel culo tondo.

E tutte le volte che pensavo a lei il mio cazzo prontamente cominciava a diventare duro, fino al punto che per placare il mio desiderio finivo sempre per masturbarmi.

Beato chi ti scopa - rimuginavo tra me e me, con un po' d'invidia.

Fino a quando una sera, tornando a casa sotto un diluvio equatoriale, la vidi ferma sotto la tettoia dell'autobus a una decina di metro dal nostro portone di casa.

Pensai: "Ecco finalmente l'occasione che aspettavo, così la posso avvicinare e con la scusa dell'ombrello posso chiederle di accompagnarla fino a casa."

Mentre mi avvicinavo frettolosamente a lei, sentivo il mio cuore battere freneticamente insieme a un tremore incontrollabile delle gambe. Mi sembrava di essere un ragazzino quindicenne al suo primo appuntamente con una ragazza.

Sbucai dietro di lei e le dissi: "Buonasera, ehhm vuole.... uhmm.. un passaggio sotto il mio ombrello?

Oh buonasera, grazie ma ormai sono quasi arrivata - rispose aumentando il passo verso casa.

Allora ci bagniamo insieme - aggiunsi, e chiudendo l'ombrello la seguii silenziosamente.

In ascensore ci scambiammo qualche sguardo, qualche sorriso e i soliti commenti sulla pioggia.

l'ascensore si fermò al mio piano, uscii e la salutai.

Niente da fare, pensavo, evidentemente non voleva compagnia.

Entrato in casa mi spogliai e iniziai a prepararmi la cena.

Improvvisamente suonò il campanello della porta, andai ad aprire e appena alzai lo sguardo rimasi di pietra.

Era Sara, si proprio lei la mia nuova vicina.

Ero talmente eccitato che a stento la salutai, il mio sguardo a fatica si scollava dal suo corpo: indossava una tuta da ginnastica aderentissima che metteva in risalto le sue tette e i suoi fianchi.

Con un sorriso abbagliante Sara disse "Appena sarai ritornato sulla terra vorrei chiederti una cortesia se posso."

Dopo alcuni attimi di confusione e d'imbarazzo le dissi "Si certamente, scusami entra, cosa posso fare per te?

In realtà avrei voluto dirle: ...... dove lo vuoi il mio cazzo duro?

E lei aggiunse: "Scusami ma entrando nel mio bagno mi sono accorta che la luce non si accende più. Potresti venire su e darci un'occhiata?

Anzichè invitarmi a bere qualcosa su da lei, mi ha cercato solamente per risolverle un problema elettrico, pensavo, e va bene facciamo questo piacere per il buon vicinato.

Ok, andiamo a vedere cos'è successo - le dissi.

Appena entrato in casa sua mi accompagnò in bagno e disse: "Ecco vedi non si accende più, e tutto buio. Come faccio adesso senza luce fino a lunedì?

Non ti preoccurare credo sia solamente la lampadina bruciata, ne ho una di scorta la vado a prendere subito.

Non presi neppure l'ascensore per scendere giù, e in un batter d'occhio tornai su e le cambiai la lampadina.

Grazie sei stato molto gentile, perchè non ti fermi cinque minuti vorrei offrirti qualcosa da bere. Non ti va?

Si, ok - risposi immediatamente.

Ci sedemmo sul divano, uno a fianco dell'altro.

Ogni tanto allungavo furtivamente lo sguardo dentro la sua scollatura, ed ammiravo frettolosamente tutto quel ben di Dio.

Allora parlami un po' di te - le dissi alzando lo sguardo facendo finta di nulla.

C'è poco da sapere di me, sono divorziata da pochi mesi, sono sola e cerco di dimenticare la mia vita passata di New York. Per questo mi sono trasferita qui a Los Angeles.

Ecco ho già fatto la mia gaffe, pensavo, le ho ricordato il passato, il suo ex marito....

Non ti preoccupare, ormai è acqua passata - rispose - .... invece parliamo un po' di te, lo vedo come mi osservi, che mi spogli con il tuo sguardo. Sei un bel ragazzo sai...., ma dimmi da quanto tempo è che non fai sesso? Sai noi donne di una certa età abbiamo un sesto senso per queste cose.

Veramente io....., beh..., ho una ragazza con la quale ci vediamo ogni tanto, sai lei studia e io lavoro, sii.... qualche volta ogni tanto ...

Riuscivo solamente a balbettare, e nello stesso tempo cercavo di non perdere la calma apparente, però Sara mi aveva stregato.

Improvvisamente Sara si avvicinò a me, prese la mia mano e la mise sulla sua tetta dentro la sua scollatura, e disse: "Il week-end è lungo, fuori piove e vedrai come ci divertiremo se staremo insieme a casa mia. Ti farò tante cose nuove che ti faranno impazzire.

Poi l'altra sua mano s'infilò tra le mie gambe e iniziò ad accarezzarmi il cazzo.

Ci baciammo appassionatamente, la sua lingua era come un fulmine: un momento mi penetrava in bocca e un attimo dopo mi leccava e mi succhiava l'orecchio.

Presi dall'eccitazione ci spogliammo rapidamente gettando a terra i nostri vestiti.

Poi Sara si mise in ginocchio davanti a me, afferròo con una mano il mio cazzo e lentamente iniziò a farla scivolare su e giù scoprendo completamente la mia cappella.

Con la lingua cominciò a leccarmi la punta bagnata di precum, poi spalancò le labbra calde e umide, avvolse la cappella e lentamente ingoiò il mio cazzo.

Rilassati, non ti agitare, non vorrai mica venire subito - disse alzando per un attimo lo sguardo verso di me.

In realtà io ero già pronto a sborrarle in bocca.

"Uhmmmmm, sei fantasticaaaaaaaaa, mio Dioooooooo se continui così non resisto a lungooooooooo. Ti prego non ti fermareeeeeeee!!.

La sua mano continuava a scivolare su e giù lungo il cazzo, mentre con l'altra si masturbava la sua figa.

Più io ansimano e più lei si dimenava inarcando la schiena.

Poi ad un tratto con una mano mi afferrò le palle tenendole strette, mentre con un dito dell'altra mi penetrò improvvisamente il mio ano.

Ahhhhhhhhhhhh, cazzoooooooooo cosa faiiiiiii - le urlai - uhmmmmmm, ooooohhhhhhhhhhh.

Non ti preoccupare è normale che all'inizio faccia un po' male, poi però........ uhmmm..........aaaaahhhhhh!!

Adesso rilassati e vedrai come godiiiiiiiii - ribattè di nuovo Sara penetrandomi con un secondo dito e spingendoli tutti e due fino in fondo.

Ohhhhhhhhh, siiiiiiiiiiiiii godoooooooooooooo ..........., succhiami tutto, sto sborrandooooooooooooo!! Non ti fermareeeee, vengooooooooooooooooooooooooo!!

Sentivo la sua bocca succhiare la mia sborra calda che usciva dalla cappella, le sue labbra erano incollate come una grossa ventosa, ed io continuavo a sparare schizzi di sborra dentro di lei.

E' fantastico, uhmmmmmmm, è bellissimoooooo, sei adorabile - le dicevo tra un lamento e l'altro - ohmmmm, così ingoia fino all'ultima gocciaaaaaaaaaa!!

Dopo alcuni interminabili minuti di piacere e di silenzio Sara sottovoce mi disse: "Allora come inizio cosa ne pensi? Dai coraggio, raccontami, dimmi un po' quali sono i tuoi desideri più sfrenati, le tue fantasie più morbose, così potrò soddisfarti."

Mi vergogno un po' a parlarne così apertamente... - le risposi - .... sai un mio sfrenato desiderio erotico era proprio quello di fare sesso con una donna matura come te. E quando dico fare sesso intendo quello vero.

Ho capito perfettamente sai - mi disse - ...... confessa deisderi essere sottomesso a una donna, una vera dominatrice magari vestita con lingerie sexy, vero?

Aveva fatto centro: avevo sempre desideravo di essere scopato da una donna forte, autoritaria e che a letto fosse lei a condurre i giochi, e che naturalmente indossasse biancheria sexy nera, collant autoreggenti e tacchi alti a spillo.

E' vero lo ammetto, ........ ho sempre desiderato ciò che mi hai appena detto - le dissi.

A quel punto Sara si alzò e mi disse - Penso ti poterti accontentare, anzi posso fare molto di più, aspettami qui e non ti muovere.

E chi si muove, fossi matto.

Si alzò e andò dritta in camera sua.

Trascorsero diversi ed interminabili minuti, poi Sara ritornò in sala: indossava una lunga vestaglia di pizzo nero, calze nere e tacchi a spillo: era uno schianto.

Il mio cazzo ricominciò immediatamente a ridare segni di impazienza.

Allora è questo che desideri? E' così che mi immaginavi? Voi uomini siete tutti uguali, basta farvi vedere una calza nera, una gepiere con tacchi a spillo, e voilà siete già assatanati.

Ok però adesso devi lasciar fare tutto a me, e quando dico tutto deve essere proprio tutto - mi disse con un tono autoritario.

Ero talmente eccitato da quella visione sexy ed erotica che mi sarei masturbato in quello stesso momento, ma il mio unico desiderio era quello di andare fino in fondo con lei: volevo scoparmela tutta.

Si sei fantastica, fatti leccare tutta, fammi leccare i tuoi piedi fino ad arrivare alla tua fighetta, sarò il tuo devotissimo schiavo - le dissi inginocchiandomi davanti a lei.

Lo immaginavo che tu fossi un bel porcello, ed è per questo che voglio divertirmi con te. Non ti preoccupare ti farò godere come non mai.

Poi con gesti sensuali si sfilò un piede dalla scarpa e lo avvicinò alla mia bocca, e strusciandolo sulla mia faccia disse - Dai leccami le dita, fammi sospirare, voglio eccitarmi.........., voglio bagnarmi tutta!!

Aprii la mia bocca e strinsi dolcemente il suo piede tra le mie labbra, mentre con la lingua le leccavo sotto le dita: il collant in bocca mi procurava uno strano piacere, così morbido e così liscio.

Intanto Sara allungò la sua mano sotto la vestaglia ed iniziò a masturbarsi e a gemere.

Siiiiiiii, così bravo, continua così, uhmmmmmm........ - ansimava, mentre io con le mani accarezzavo le gambe lentamente sempre più in su.

Ahh, ahhh, fermo lì!! - mi disse - Prima tocca a me divertirmi e poi se sarai ubbidiente toccherà a te.

E senza aggiungere altro con la punta del piede mi spinse all'indietro.

Vieni andiamo in camera, così staremo più comodi.

Come un cagnolino devoto la seguii in silenzio fino in camera.

Ora mettiti qui in ginocchio per terra e sdraiati sul letto - mi disse.

Poi da un cassetto prese due lunghi lacci di cuoio dove alle estremità c'erano delle polsiere e delle fibbie.

Mi legò saldamente i polsi uno da un lato e l'altro dall'altro lato del letto: praticamente così immobilizzato potevo solamente girare la mia testa. Ero completamente suo prigioniero.

Ero eccitatissimo perchè i miei sogni stavano diventando realtà.

Una cosa era certa, non so fino a che punto quella sera io e Sara ci saremmo spinti.

Adesso rilassati e goditi la mia sorpresa - disse Sara.

Si girò di spalle e lentamente fece scivolare per terra la sua vestaglia: indossava un corpetto nero con tanto di perizona che metteva in risalto il suo bel culo.

Si fletteva in avanti fino a toccare il pavimento con le mani, poi lentamente si tirava su accarezzandosi le gambe.

Legato in quel modo non potevo far altro che guardarla, mentre il mio cazzo era talmente duro che sembrava volesse esplodere.

Ti prego Sara sto impazzendoooooooo, voglio scopartiiiiiiiiiiii.

Senza dire nulla si mise dietro di me tra le mie gambe, e con la mano iniziò ad accarezzarmi tra le natiche.

La sua mano scese lentamente giù fino ad afferrare le mie palle, poi improvvisamente con il suo pollice mi penetrò l'ano facendomi sobbalzare di colpo.

Uhhhhhhhhhhhhhhhmmmmmmmm. Siiiiiiiiiiii sono il tuo schiavo, il tuo umile servo - urlavo.

Poi all'improvviso sentii la sua calda ed umida lingua leccare il mio ano, prima tutto intorno e poi sempre più dentro.

La sua saliva mi colava giù tra le mie gambe, mentre Sara continuava nella sua tortura.

Finalmente si alzò e si mise in piedi davanti a me.

Alzai lo sguardo e finalmente potevo ammirare le sue tette che sporgevano fuori dal corpetto di pizzo nero, poi Sara con una mano si accarezzò un capezzolo turgido ed eretto.

Istintivamente con lo sguardo andai a cercare cosa stesse facendo con l'altra mano.

Ohhhhhhhhhhh..!! Cazzooooooooooooooooo. Con l'altra mano Sara teneva saldamente un grosso cazzo finto: indossava uno strapon lungo almeno 25 centimetri e grosso, maledettamente grosso.

Ti avevo avvertito che ci saremo divertiti: la vuoi la tua padrona, vuoi essere lo schiavo, questo è il prezzo da pagare.

Senza aggiungere altro si mise di nuovo dietro di me, allungò la mano e prese dal solito cassetto un tubetto di plastica.

Girai nuovamente la testa e vidi che Sara stava spalmando amorevolmente del gel sul suo grosso cazzo, e poi ne mise un bel po' anche sulla cappella.

Ti prego Sara, non volevo arrivare fino a questo punto, aspetta...., non voglio farmi sfondare il culo, mi farai tanto maleeeeeeeee!!

Non sapevo più cosa mi stava succedendo: implorare di smetterla, o fingere di non volerlo fare.

Sara non curante delle mie suppliche si inginocchiò tra le mie gambe, fece colare del gel tra le mie natiche fino al mio buco del culo, e infine ci appoggiò sopra la grossa cappella.

Adesso ti devi rilassare e lascia fare tutto a me. Goditi la tua prima inculata fino in fondo, stai tranquillo che alla fine godrai come un maiale.

Con le mani mi teneva spalancate completamente le natiche, e iniziò a spingere la cappella dentro di me.

Nooooooooooooo ferma, non farlooo, è troppo grosso!! Mi fa maleeeeeeeeeeeeee, cazzooooooooooo mi stai sfondando tuttoooooo!!

Ma lei nulla, e in silenzio continuava a spingere sempre di più.

Più spingeva e più il bruciore aumentava, sentivo il mio ano che lentamente si dilatava fino quasi a lacerarsi.

Non resistere, rilassati - diceva Sara con un certo ghigno di soddisfazione - ora prova a spingere in fuori come se dovessi fare la cacca. Dai siiiiiiiiiiii cosìì! Sta per entrare dentro, spingiiiiiiiiiiiiiii!!

Presi un po' di fiato ed ubbidii, e non appena rilassai i muscoli del mio ano spingendolo verso di lei, Sara diede una spinta così forte che la cappella entrò tutta dentro di me.

Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, mio Diooooooooooo, che doloreeeeeeeeeeeeeeee. Cazzo com'è grossooooooooooooo!!1 Ohhhhhhhhhhhh, mi stai sfondando tuttoooooooooooo!!

Cosa ti avevo detto che sarebbe stato fantastico - aggiunse.

Il suo cazzo era talmente grosso che non riuscivo neppure più a stringere il mio ano.

Poi Sara si fermò per alcuni secondi, e subito dopo spinse fino in fondo il suo cazzo tutto dentro di me.

Stai godendo non è vero? Non pensavi fosse così eccitante e perverso. Adesso ti scopo fino a farti godereeeeeeeeee.

Mi sentivo completamente impalato, il suo grosso cazzo sembrava arrirare fino al mio stomaco. Era veramente lungo e grosso.

Sotto i suoi colpi di reni, sentivo le sue palle sbattere sotto contro le mie, e questo faceva aumentare ancora di più il piacere.

Siiiiiiiiii spingilo tutto dentro, sfondami, uhhmmmmmmmmmmm............ è fantastico - gridavo - sono il tuo schiavo devoto, inculami ti pregooooooooo, fammi godereeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!

Sara aumentò il ritmo della penetrazione, avanti ed indietro, dentro e fuori, fuori di nuovo e d'improvviso tutto dentro fino a quando non resistendo più iniziai a sborrare.

Siiiiiiiiiiiii, che bello, sto sborrando tuttoooo..........., uhmmmmmmmmmm, ohhhhhhhhhhh......... vengooooooooooooooo!!

Sotto i suoi colpi il mio cazzo impazzito sborrava ovunque: tra le mie coscie, sulla mia pancia, sulle mie ginocchia.

Finalmente Sara si fermò, e poi lentamente tirò fuori dal mio ano il suo cazzo.

Scommetto che sei senza parole - disse - ti ho garantito il divertimento e come vedi mantengo le mie promesse.

Oh Sara sei stata fantastica, non credevo di impazzire così tanto - le risposi - mio Diooooooooo.

Il mio ano sfondato continuava a pulsare, il dolore era completamente sparito e il desiderio di rifarlo era fortissimo.

Sara mi liberò dai lacci e disse: Se non ti dispiace adesso vorrei essere scopata, poi riprendiamo con i tuoi desideri.

Mi sdraiai sul letto e Sara, dopo essersi liberata dal suo enorme cazzo, iniziò a leccarmi e succhiarmi il cazzo rifacendolo diventare nuovamente eretto e duro come prima.

Adesso voglio che tu mi prenda da dietro, voglio sentire il tuo cazzo penetrare la mia fighetta e poi riempirla di sperma.

Siiiiiiiii, dai forza che ho un'altra sorpresa per te!!.

Il mio cazzo era talmente duro e voglioso che appena si avvicinò alla sua figa entrò dentro come un treno impazzito.

Ohhhhhhhhhhhh siiiiiiiiiiii così, dai Mark spingi più forte, uhmmmmmmmmmmmmmmm.......... fammi godereeeee!!

Ero talmente eccitato che non riuscivo più a controllare le mie spinte, ero in preda ad una strana voglia di fare tutto e di più.

Mentro la penetravo con le mie mani le accarezzavo le tette, le stringevo i capezzoli turgidi facendola gemere come una troia.

Sara vengoooooooooo, sto per sborrareeeeeeeeeeee, ti riempo tutta la figa di sborraaaaaaaaaaaaaa!!

Siiiiiiiiiii, dai vieniiiiiiiiiii, non ti fermareeeeee, godo anch'iooooooooooooooo!!

E finalmente iniziai a sborrare dentro la sua figa calda e accogliente, riempendola fino all'ultimo schizzo.

Dopo alcuni istanti di sublime piacere, Sara mi ordinò di sdraiarmi immediatamente sul letto.

E con mossa felina si mise a cavalcioni sopra la mia faccia.

Per un attimo rimasi immobile, cercando di capire cosa volesse fare, poi strinse la mia faccia tra le sue coscie e disse: Adesso leccami tutta la figa e puliscila bene, apri la tua bocca e ingoia tutto il tuo spermaaaaaaaaaaaa. Vedrai come ti piacerà.

Inizialmente rifiutai di fare quello che mi aveva appena detto, ma messo in quella posizione e dovendo anche respirare non appena aprii la bocca Sara rilasciò tutto quello che era dentro la sua figa.

Più si contraeva e più fuoriusciva la mia sborra.

Lentamente aprii la bocca e appena cercai di tirare fuori la lingua, un getto di sborra entro nella mia bocca.

L'idea di ingoiare il mio sperma mi riluttava non poco, anzi sinceramente mi faceva un po' ribrezzo.

Ma poi quel gusto di agro-dolce e un po' salato iniziò a piacermi e senza tante storie ingoiai tutto.

La mia lingua leccava e penetrava la figa gocciolante di Sara, e più la leccavo in fondo e più colava sperma sulle mie labbra.

Sara si dimenava continuamente con movimenti lenti di bacino, spargendo tutta la sborra sulla mia faccia.

Mark ora che mi hai pulito a dovere la mia figa possiamo rilassarci un po', così poi possiamo continuare a divertirci - disse con enorme soddisfazione - il weekend è appena iniziato.

Io mi sentivo tutta la faccia imbrattata di sborra, e a fatica riuscivo a tenere gli occhi aperti.

Sara mi aveva sconvolto la vita.

Sara comunque è una donna fantastica e con lei sono disposto a fare di tutto, ma questa sarà un'altra storia.

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