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La famiglia di Paolo

bycbone1©

DISCLAIMER.

LE STORIE SONO INTERAMENTE FRUTTO DELLA MIA FANTASIA. OGNI RIFERIMENTO A PERSONE O FATTI REALMENTE ACCADUTI È PURAMENTE CASUALE. TUTTI I PERSONAGGI SONO MAGGIORENNI.

SPERO CHE IL MIO PRIMO LAVORO VI PIACCIA. NON SONO UNO SCRITTORE PROFESSIONISTA E QUINDI POTREBBERO ESSERE PRESENTI DEGLI ERRORI, AIUTATEMI E NON INSULTATE (io odio i grammar-nazi).

PREMETTO CHE LA STORIA NON È GINECOLOGICA E CI VUOLE UN PO' PER IL SESSO.

GRAZIE E BUONA LETTURA

Prologo

Buongiorno, mi chiamo Marina e volevo raccontarvi come la nostra situazione si è evoluta a com'è adesso. Quell'anno è stato impegnativo per tutti perché durante l'inverno mio figlio, al quarto anno delle superiori aveva contratto una difficile polmonite. Senza entrare nei dettagli medici, ci sono voluti circa due mesi di ricovero ospedaliero e altri due mesi di convalescenza a casa. In pratica, nonostante i tentativi di restare al passo con i compagni di classe, con quattro mesi di assenza abbiamo convenuto con i professori che sarebbe stato più opportuno ripetere l'anno e concentrarsi sulla guarigione.

Ora però posso presentare me e la mia famiglia. Io, come ho già detto, mi chiamo Marina, ho quaranta anni e sono sposata con Mario, più grande di me di otto anni, da quando ne avevo venti. Sono rimasta subito incinta di Paolo e nonostante tutto siamo ancora una coppia affiatata. Mio figlio, ha compiuto diciotto anni una settimana prima della dimissione dall'ospedale. Abitiamo nel nord-est veneto e le nostre vite familiari sono in pratica tutte li. Fanno parte della storia anche i miei genitori Carla e Sandro, una coppia di mezz'età ancora molto attiva mentre i genitori di Mario sono morti un paio di anni fa in un incidente.

Tornati a casa per organizzare gli altri mesi di convalescenza e organizzata la giornata in casa, siamo lentamente tornati alla normalità. Io lavoro presso un ufficio pubblico, per fortuna ho un orario part time e dunque a metà pomeriggio (verso le 14) sono a casa. Mario invece lavora come Ingegnere in proprio e dunque anche lui ha orari flessibili e spesso può lavorare da casa.

Su parere del nostro medico curante per una buona ripresa sarebbe stato utile un prolungato soggiorno presso una località di mare, in modo che l'aria salmastra avrebbe aiutato la guarigione.

Per fortuna avevamo in famiglia proprio la situazione che faceva al caso nostro. Mio fratello Enrico, di otto anni più piccolo di me si è laureato presso l'università di Trieste e fin da dopo la laurea è riuscito a ritagliarsi un suo posticino come ricercatore, tra contratti a termine, dottorato e tanta fortuna. Poi finalmente anche lui si è ritagliato un suo spazio vitale. In università ha conosciuto Ana, ragazza croata in Italia per motivi di studio e fin da subito è nata l'intesa. Anche lei collabora con l'università di Trieste.

Ana e la sua famiglia, una volta sapute le condizioni di salute di Paolo, si sono fin da subito prodigati per offrire ospitalità a mio figlio presso uno dei loro appartamentini lungo la costa istriana. Ovviamente, per non pesare troppo sulle loro finanze ci siamo offerti di pagare la stanza e loro sono stati così gentili da farci un prezzo praticamente regalato. Detto questo avevamo a disposizione la casa da maggio a settembre e, organizzandoci, a turno con i miei genitori siamo riusciti a coprire tutto il periodo di permanenza di Paolo.

Organizzati armi e bagagli, il primo periodo di "soggiorno obbligato" lo avrebbe trascorso con Carla e Sandro. I miei genitori partirono con Paolo in settimana, per evitare il traffico, e giunsero sulla costa dopo poche ore. All'inizio anche Enrico e Ana sarebbero stati qualche giorno con loro, visto che abitavano non troppo lontano ed inoltre anche a loro bastava un pc ed una connessione per poter lavorare.

Adesso però passiamo ai vari capitoli, il primo si chiama Prima esperienza nudista.



Cap. 1 PRIMA ESPERIENZA NUDISTA DI NONNA E NIPOTE

Paolo, il nonno Sandro e la nonna Carla arrivarono nel primo pomeriggio nella casetta che gli era stata riservata. La casa sorgeva su una collinetta a circa due chilometri dal mare, in una frazioncina di poche case. Al piano terra erano stati ricavati due appartamenti, con giardino e da una scala laterale si accedeva ad un bilocale mansardato, con un terrazzo grande abbastanza per un tavolo, quattro sedie e una panchina da esterno.

I genitori di Ana vivevano nella metà di destra della casetta ed avevano il proprio giardino, separato dagli appartamenti in affitto e con un suo ingresso dedicato. Ana ed Enrico sarebbero arrivati solo da qualche giorno dopo nella villetta. Abitando a poca distanza dalla casa di villeggiatura si concedevano spesso weekend o giorni di relax.

I primi due/tre giorni passarono tranquilli e Paolo prese il ritmo della tranquilla vita di campagna. Aveva anche a disposizione una bicicletta e ne approfittava per fare dei giri nelle campagne circostanti a prendere confidenza del territorio circostante. Era stato solo due volte di sfuggita in spiaggia, ma il clima non era adatto a per farsi un bagno. Il clima della parte alta della Croazia è spesso ventoso.

Sta di fatto che il primo evento degno di nota avvenne all'arrivo di Ana ed Enrico. I due ragazzi arrivarono poco prima di cena e si sarebbero trattenuti qualche giorno.

Subito a cena Paolo fu colpito da un piccolo shock inaspettato. Ana si era cambiata dalla camicia e dai jeans con cui era arrivata ed aveva indossato una t-shirt da perdere il fiato. Aveva un collo molto ampio, era semi smanicata e aperta anche ai lati. Era una di quelle maglie larghe che solitamente vengono indossate in abbinamento ad una maglietta più aderente sotto, solo che quella volta Ana aveva deciso di indossarla senza nulla. In pratica ad ogni movimento ed in ogni posizione i suoi seni erano in vista.

Anche la parte di sotto era altrettanto mozzafiato, indossava infatti dei pantaloncini da corsa che arrivavano a coprire praticamente solo i glutei.

La cosa che colpì di più di tutte Paolo era che lei si comportava con la massima naturalezza, come se non badasse al fatto che praticamente tutti i movimenti mettevano a nudo parte del seno. Paolo continuava a far finta di nulla ma senza farlo apposta lo sguardo cadeva sempre tra le sue tette e lei continuava a fare le stesse cose. La cosa non veniva notata dai genitori di Ana e da quello che gli sembrava di capire neppure Enrico era molto sconvolto. L'unico colto a guardare la giovane ragazza era nonno Sandro. In un paio di occasioni Paolo aveva beccato il nonno a guardare il petto della ragazza ma senza farsi troppo vedere.

Dopo aver cenato e rassettato la casa Ana e Paolo si misero sul divano per guardare una serie tv su netflix, Enrico restò sul tavolo della sala a lavorare al pc e i nonni si ritirarono nel loro appartamento a fare altre faccende.

Anche in questo caso Ana sedeva sul divano indifferente del fatto che dalla sua posizione Paolo aveva una visuale completa delle sue tette di lato. Ana aveva un bellissimo fisico, Piccolina e magra al punto giusto, aveva due seni pieni che avevano una bella forma frontale e che lateralmente apparivano ancora più perfetti. Le gambe era magre e ben tornite dalla palestra e anche il culo era bello sodo. Ogni volta che lei parlava Paolo si girava a guardarla e ogni volta ammirava i seni (forse una terza misura) che facevano capolino sotto la maglietta.

Dopo un po' si stese sul divano e il seno sinistro decide quasi autonomamente di uscire dalla maglietta. Lei restò impassibile facendo finta di nulla. In realtà per lei era una cosa normalissima.

Ad un certo punto Ana chiese: «sei già andato in spiaggia?»

«non ancora», rispose Paolo.

«domani allora ti porto io....qui attorno conosco tutto a memoria», rispose sorridendo. «Amore tu vieni?» disse voltandosi verso Enrico sul tavolo.

Lui rispose scuotendo la testa «no, devo finire questo articolo al più presto, andate voi, magari mia madre viene..»

«Come vuoi amore, ok domani chiedo a Carla se vuole venire...». Era girata verso dietro e la tetta destra era completamente fuori.

Paolo si godette ancora la scena e poi con lo sguardo scese più in basso. Girandosi alle sue spalle Ana aveva alzato la gamba sul divano, spalancando le cosce per potersi voltare. Paolo vide chiaramente che oltre al reggiseno Ana non indossava neppure le mutandine, infatti poteva vedere chiaramente la sua fighetta completamente depilata.

Paolo restò di sasso. Non aveva mai visto una ragazza nuda dal vivo. Faceva parte del club degli "sfigati" che non avevano molto.successo con le ragazze. Aveva baciato una sua amica, aveva rincorso un amore giovanile ma non aveva mai avuto un incontro sessuale con nessuno. La sua esperienza di donne si limitava a ciò che si vede in internet.

Ana si voltò improvvisamente e lo colse con gli occhi che guardavano in basso, tra le sue cosce. Sorrise e con nonchalance che lasciò interdetto Paolo con due dita scostò il pantaloncino mostrando praticamente tutta la sua vulva. Subito lui alzò lo sguardo e lei, con ancora la vulva esposta mimo un bacio, per poi coprire la parte bassa. In tutto questo Enrico non aveva staccato gli occhi dal pc e Paolo era sollevato di non aver causato un incidente diplomatico.

«Non penso che Sandro e mio padre verranno»

«mi sa di no», rispose Enrico «oggi parlavano di andare a pesca»

«uh che bello, potremmo andare alla spiaggia di xxxxx» e girandosi verso Paolo continuò dicendo «ci si arriva solo via mare con la barca o a piedi con un sentiero molto difficile»

Enrico rispose «Appena finisco qui andiamo, vi porto io con la barca.»

«Wow!!!» mentre esultava saltellava sul posto con le braccia in alto ed ovviamente le tette ballavano libere sotto la maglietta, senza che nessuno le facessi un problema.

Ana e Paolo continuarono a vedere il film mentre Enrico continuava a lavorare al suo articolo.

, quando ad un certo puti Paolo decise che era ora di andare a letto.

Salutò Anna ed Enrico e andò a letto, la vista del corpo nudo di Anna lo aveva molto eccitato. Aveva tentato di fare il possibile per dissimulare e riteneva di esserci riuscito abbastanza bene. Ripensando alla scena a cui aveva assistito, non poter fare a meno che segarsi pensando al corpo della ragazza.

La mattina successiva si svegliò di buon'ora, e scese subito per andare a fare colazione. Passando davanti alla camera dove dormivano Ana e Enrico vide che la porta era aperta, praticamente spalancata. Dal lato della porta poteva vedere che Ana stava dormendo completamente nuda. Dormiva sulla schiena, con i seni liberi di strabordare lateralmente, le gambe erano spalancate e una mano giaceva tra le gambe con un dito tra le sue labbra. A fianco a lei Enrico dormiva anche lui nudo ma girato su un fianco. Paolo rimase interdetto e dopo aver sbirciato decise di non soffermarsi rischiando di essere scoperto.

Scese per fare colazione e salutò sua nonna Carla era in cucina che preparava la colazione. Nonno Sandro e il padre di Ana si erano alzati presto per andare a pesca. La madre di Ana era invece a curare gli animali e non sarebbe tornata presto. Paolo si accomodo e fece colazione con la nonna, invitandola ad andare in spiaggia con lui e Ana. Ovviamente non ci mise molto a convincerla e quindi decisero di aspettare Ana. La ragazza dormì ancora per circa un'ora. Al suo risveglio Paolo era in giardino a guardare il pc e quando lei si presentò in cucina aveva addosso gli stessi abiti da casa della sera prima. Prese una tazza di caffè e un pezzo di torta, vide Paolo nel giardino e si sedette sul tavolo vicino a lui. Ovviamente i suoi occhi non poterono fare a meno di guardare sotto la sua maglietta. Lei, come sempre sembrava non farci neppure caso. Vista la naturalezza di lei anche lui cercò di non soffermarsi troppo sulla cosa.

Arrivò anche la nonna Carla, dicendo di essere pronta e che sarebbero potuti partire anche subito.

Il tempo di andare in camera, indossare un costume e preparare lo zaino con i teli e l'acqua e via. Anche Ana si era cambiata ed ora indossava una canotta arancione, un paio di shorts. Guardando bene si accorse subito che non aveva sotto nessun reggiseno mentre sotto non riusciva a capire.La nonna Carla invece aveva appena messo un vestito prendisole fiorato, un grosso cappello di paglia e degli occhiali scuri da diva.

Partirono in pochi minuti e dopo una decina di minuti sulla strada principale Ana, che era alla guida, svolto in una piccola strada dissestata. Superarono un piccolo borgo di una manciata di casa e poi si infilarono in una via sterrata. Ancora qualche curva e poi Ana si fermò. Scesero dalla macchina, presero le loro cose e via. Il mare era poco sotto di loro, seguirono una sorta di scala naturale e alla fine videro la loro destinazione. Una piccola baia sassosa giaceva incastonata tra le pareti laterali che lentamente salivano ad entrambi i lati. Ovviamente, visto anche il periodo dell'anno nella spiaggia non c'era nessuno.

"stupendo" disse Carla

"davvero eccezionale" rispose Paolo "è questo il posto di cui parlavi con Enrico ieri?"

"No, questo è più vicino. In quello devi andare con la barca, qui praticamente non passa nessuno, siamo lontano dal resort e non ci sono campeggi vicino. La conosciamo solo noi del posto. Tranquillo staremo bene." disse Ana sorridendo. In pochi minuti di discesa giunsero sulla spiaggia e si accamparono vicino agli alberi, per rimanere coperti dal sole senza dover portare l'ombrello.

Paolo si stava togliendo la maglietta e quando la sfilò dalla testa e riapri gli occhi rimase di stucco. Ana aveva rimosso la maglietta ed era senza reggiseno, stava inserendo i pollici negli short per abbassarli e con un gesto rapido e preciso li calò fino a terra, rimanendo completamente nuda.

Nonna Carla non aveva notato la cosa perché anche lei si stava sfilando il vestito.

Il corpo nudo di Ana brillava sotto il sole e lei con naturalezza piegava i suoi vestiti "Spero non vi dispiaccia, solitamente noi croati facciamo il bagno così".

Paolo non proferiva parola, la terza misura di Ana era sotto i suoi occhi e quel seno perfetto che aveva solo sbirciato la sera prima ora era sempre disponibile. Poco più in basso la vulva, completamente rasata , che aveva intravisto per sbaglio. Effettivamente non aveva nessun segno di alcun costume, segno che era davvero abituata a prendere il sole integralmente.

Riprese a parlare "Oh andiamo, siamo tra noi, non succede nulla di che,Carla tu cosa ne pensi?

La sorpresa aumentò quando la nonna di Paolo, ormai con addosso solo il costume, portò le mani dietro la schiena e con naturalezza sganciò il proprio reggiseno "Penso che ormai sia grande abbastanza da riuscire a stare in spiaggia con due donne nude." due seni della stessa dimensione ma più cadenti furono liberati da Carla.

"Che sta succedendo nonna?" riuscì a balbettare Paolo.

La nonna, sorridendo sorniona mentre abbassava le mutandine del costume, rispose "succede che sono anni che anche noi frequentiamo le spiagge della Croazia, e da un po' che ci siamo adattati a questo nuovo stile di vita....". Un cespuglio ben curato apparve tra le gambe della nonna. Aveva passato i 60 e nonostante l'età avanzasse non aveva un fisico sciupato. In realtà lei e nonno Sandro erano una coppia di amanti del trekking, per cui si lei si manteneva attiva e in forma.

"Anche nonno??"

La nonna stava rimettendo i suoi vestiti nella borsa. Ana nel frattempo era andata a bagnarsi i piedi "Brr...." gridò la ragazza " l'acqua è fredda...aspettate un po' per bagnarvi....". Immerse le mani in acqua e si bagnò rapidamente le spalle. Paolo aveva seguito la scena quando lei aveva detto brr e ora lei tornava verso l'asciugamano.

La cosa che sempre faceva specie a Paolo era la sua naturalezza.

La nonna riprese "Sai, qualche anno fa, quando Enrico ci presentò Ana, lei ci raccontò molto della Croazia e di queste zone. In realtà omise la storia del nudismo e ci convinse a farci una vacanza in questi posti. Non ti nascondo che anche per noi è stato strano".

Ana nel frattempo si stese a pancia in giù sull'asciugamano in direzione del sole. Nonna Carla prese la crema solare e le disse "Aspetta tesoro che ti metto la crema dietro, anche se sei abituata a prendere il sole così è meglio proteggere la pelle."

Ana chiuse gli occhi e si lasciò accarezzare da Carla che spalmò come se fosse sua figlia mentre parlava con Paolo.

"All'inizio è davvero strano. Anche io ci sono rimasta interdetta. Pensavo che fosse una cosa da pervertiti e invece qui ho scoperto che ognuno è libero di essere se stesso. Tu stesso puoi decidere cosa vuoi fare, se restare con il costume o fare come facciamo noi"

"per ora resto così se non vi dispiace"

"No tesoro, puoi fare come ritieni giusto, sappiamo che per un ragazzo giovane come te potrebbe essere imbarazzante".

Ana intervenne, senza aprire gli occhi "Qui da noi non è come in Italia dove tutti pensano che ci si spoglia solo per fare sesso. Il nudismo aiuta a far apprezzare il corpo umano. Nessuno ti giudica, nessuno ti dice cosa devi fare."

"Si esatto," continuò Carla, " tutti noi abbiamo dei difetti fisici, guarda qui" nonna Carla distese le gambe e all'altezza del basso ventre una vistosa cicatrice rossa "da qui hanno tirato fuori zio Enrico. Diciamo che mi hanno ricucita davvero male. Dopo tanti anni....prima compravo costumi che nascondevano la cicatrice, mentre oggi non mi importa." Ovviamente gli occhi di Paolo si spostarono al basso ventre e il boschetto era in primo piano, nel suo caso però si vedevano i segni del costume, soprattutto nella parte superiore del corpo. La nonna però non fece nessun tentativo di coprirsi, poi riprese "Dopo che hai guardato due volte le tette, un paio di volte tra le gambe che cosa c'è ancora da vedere? Se non ci sono atteggiamenti sessuali espliciti vedrai che poi non ci farai più caso."

Ana si voltò verso loro e aprendo gli occhi disse "trovo che sia più esplicita una ragazza tutta truccata che va in minigonna in discoteca con le amiche per cuccare. I suoi atteggiamenti e i suoi modi di fare fanno capire ai ragazzi che ci sta..allora lei appare attraente. Ma una qui in spiaggia a prendere il sole non fa nulla di sessuale, sta solo prendendo il sole."

"Ha ragione lei, io qui sono un pezzo di carne vecchia a cuocere al sole, dovrei sentirmi una vecchia ciabatta di fianco a lei."

Ana sorrise "spero di restare come sei tu, hai un aspetto invidiabile. Se non ti conoscessi ti darei 10 anni di meno."

"Ora fammi un favore Paolo, so che sei sconvolto, ma prova a pensare un po'. Fai un giretto, fatti un bagno e così pensi con calma. Poi fai come credi. E ricordati che la vita non è un film porno." Detto questo Carla si voltò verso Ana chiedendole la crema sulla schiena. Ana si sollevò e prese a passare la crema come richiesto. Poi si rimise sdraiata e accese la radio del telefono. Dopo qualche minuto in cui la nonna aveva spalmato la crema anche lei si mise al sole, ignorando per il momento Paolo.

Paolo decise che era il momento di fare un giro, aveva necessità di pensare un attimo e sgranchirsi le gambe. In realtà voleva alzarsi perché aveva una fortissima erezione e per tutto questo tempo aveva cercato la posizione migliore per nasconderla. In realtà le due donne non avevano fatto nulla di che per farglielo venire duro ma solo la loro presenza era bastata.

Inoltre non avendo mai visto così da vicino donne nude per lui era comunque un bello shock. Per fortuna le due donne stavano al sole con gli occhi chiusi. Paolo avvisò che sarebbe andato sugli scogli a destra per esplorare. Un accenno arrivò da nonna Carla e lui si avviò tra le fronde.

Gli scogli frastagliati erano scomodi per camminare e dunque risalì la china per percorrere il sentiero che costeggiava il mare. Il posto era davvero incantevole e l'assenza di persone lo rendeva ancora più magico.

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